illustrazione di Andrea Spinelli per Caterpillar, 19.3.2024
Una energia straordinaria e luminosa, una potenza di sguardi e suoni, parole e silenzi…. ascoltavo e guardavo con ammirazione e gratitudine, dalla mia sedia vicino a Marisa sul palco del teatro del carcere di Bollate, tutta questa bellezza che siamo stati in grado di generare insieme!
Nel 21° compleanno del nostro primo workshop in carcere con il Gruppo della Trasgressione, stasera – dopo aver riportato in cantina le valigie – metto sul piatto del mio giradischi interiore questa canzone che ho follemente amato, quando avevo 17 anni. Come spiega la stessa cantautrice, Fast Car è “la storia di una coppia che per costruirsi una vita insieme deve affrontare varie sfide, ma la relazione non funziona perché tutto pesa sulle spalle di uno dei due”.
Riascoltata – dopo tanti anni – nella notte dei Grammy il mese scorso, mi davvero tolto il fiato:
“L’anima discende in quattro modi: attraverso il corpo, i genitori, il luogo, le condizioni esterne. Per prima cosa, il corpo: discendere, cioè crescere, significa ubbidire alla legge di gravità, assecondare la curva discendente che accompagna l’invecchiamento. Secondo, accettare di essere un membro della tua famiglia, di fare parte del tuo albero genealogico, così com’è, con i suoi rami contorti e i suoi rami marci. Terzo, abitare in un luogo che sia adatto alla tua anima e che ti leghi a sé con doveri e usanze. Infine, restituire, con gesti che dichiarano il tuo pieno attaccamento a questo mondo, le cose che l’ambiente ti ha dato” (James Hillman, Il codice dell’anima)
“In séguito, continuai, paragona la nostra natura, per ciò che riguarda educazione e mancanza di educazione, a un’immagine come questa. Dentro una dimora sotterranea a forma di caverna, con l’entrata aperta alla luce e ampia quanto tutta la larghezza della caverna, pensa di vedere degli uomini che vi stiano dentro fin da fanciulli, incatenati gambe e collo, sí da dover restare fermi e da poter vedere soltanto in avanti, incapaci, a causa della catena, di volgere attorno il capo. Alta e lontana brilli alle loro spalle la luce d’un fuoco e tra il fuoco e i prigionieri corra rialzata una strada. Lungo questa pensa di vedere costruito un muricciolo, come quegli schermi che i burattinai pongono davanti alle persone per mostrare al di sopra di essi i burattini. – Vedo, rispose”. (Platone, Repubblica, 514 a-b)
“A volte non sono i tre minuti di musica e parole a contare. A volte sono le pause, i silenzi. Quell’istante prima, quell’istante dopo che ci rapisce, che ci riconduce per mano al senso di tutto” (Massimo Bisotti, Foto/grammi dell’anima)
“È proprio vero quel che dicono i filosofi: «La vita va compresa all’indietro». Ma non bisogna dimenticare l’altro principio, che «si vive in avanti»” (Søren Kierkegaard, Diario).
Il Gruppo della Trasgressione riapre nella sede di via Sant'Abbondio
Grazie alla sede di recente acquisizione, avuta in affitto dal comune di Milano e sulla quale stiamo lavorando in questi giorni per renderla operativa, tutti i martedì, dalle 14:00 alle 17:00, a partire da martedì 29 settembre, detenuti, studenti universitari, familiari di vittime di reato e comuni cittadini riprendono i classici incontri del gruppo.
La sede è in Via Sant’Abbondio 53A (MM Piazza Abbiategrasso) e ha le dimensioni necessarie per mantenere senza difficoltà fino alle 20 persone le distanze anti Covid 19. Va da sé che è d’obbligo l’uso della mascherina e che, laddove dovessimo correre il rischio di superare le 12 persone, interverranno prontamente le nostre cantanti per disperdere l’assembramento.